lunedì 1 agosto 2011
Gaspacho di barbabietola
Ingredienti per 2-6 persone:
3 piccole barbabietole
mezzo cipollotto
1 falda di peperone giallo
5 pomodorini
mezzo bicchiere di aceto balsamico
mezzo bicchiere di aceto normale
tre cucchiai di olio evo
1 fetta di pane toscano raffermo
fior di sale
+ eventuale yogurt greco
Tagliare a cubetti o a fettine i primi quattro ingredienti. Spezzettare il pane. Condire il tutto e fare riposare in frigo per una notte. Quindi, frullare ben bene e servire con o senza una bella cucchiaiata di yogurt greco.
Questo genere di gaspacho impazza per i blog da qualche tempo. La mia ricetta é scopiazzata dall'uno e dall'altro. Una mia simpatica amica, che ha una nuora lituana, sostiene che sia una ricetta di quel Paese poichè la ragazza a volte lo prepara e aggiunge - da suocera che più suocera non si può - che non le riesce neppure quello!
Io volevo provarlo il gaspacho di barbabietola perché il sapore agro mi piace molto. E mi é piaciuto. Dico che le dosi indicate vanno bene per 2-6 persone in quanto si può pensare a dei mini bicchierini da offrire come sfizio.
venerdì 29 luglio 2011
I corsetti - o croxetti - liguri
Trovandomi in Liguria non ho potuto fare a meno di acquistare un sacchetto di questa pasta tipica. Facilissima a farsi - sono dei dischetti - se non fosse per lo stampo. Cerca di qui, cerca di là...invano. Oggi ho dato uno sguardo su Internet e ho trovato nientemeno un rivenditore di Cuneo che li vende anche per corrispondenza a circa 25 euro. Ma sempre oggi ho anche trovato causalmente un'amica che in Liguria va spesso e che me li ha promessi. La Cucina Italiana li ha pubblicati in questo numero di agosto: li ha fatti fare appositamente e su quelli fotografati compare l'incisione del nome della testata. Sarebbe il massimo farseli fare con proprio nome eh?! Comunque io li ho cucinati e conditi con pesto. Un sugo tipico dei corsetti (in ligure croxetti), mi dicono, è il "toccu" di funghi. U toccu, in dialetto ligure, significa sugo.
mercoledì 27 luglio 2011
Melanzane ripiene, di magro
Ingredienti per 2 persone:
1 grossa melanzana
5-6 olive nere
4 pomodorini
1 cuore di sedano bianco
olio
abbondante origano, aglio, basilico, sale, pepe
Tagliare in due la melanzana e cuocerla al forno finchè non la si vede ben ammorbidita. Poi scavarla delicatamente, non rompendo la "barchetta" che andrà riempita. Passare la polpa al mixer e condirla con olio, sale e pepe. Tagliare a tocchetti il sedano, in due i pomodorini e in un altro pochino di olio metterli in padella con le olive, un paio di foglie di basilico e l'origano. Una volta stufate, unire queste verdure alla polpa di melanzana e riempirvi le "barchette". In forno a 180° per 40 minuti. Si gustano meglio se fredde. La mia nonna le melanzane al forno le riempiva - si fa per dire - solo con pangrattato, aglio e prezzemolo. E di rigore così ci faceva anche dei pomodori. Erano buonissime anche così semplicemente e per me hanno il valore di riportarmi ai tempi beati dell'infanzia.
martedì 26 luglio 2011
TIP
La fretta é sempre una cattiva consigliera.
Vi metto in guardia. Avevo da
riscaldare velocemente
un pesto...
L'ho messo nel microonde.
Il parmigiano è diventato
cialdine.
Per i miei spaghetti ho dovuto ripiegare...
Vi metto in guardia. Avevo da
riscaldare velocemente
un pesto...
L'ho messo nel microonde.
Il parmigiano è diventato
cialdine.
Per i miei spaghetti ho dovuto ripiegare...
domenica 24 luglio 2011
La terrina di prosciutto
Ingredienti per 6 persone:
350 g prosciutto di Praga
1 dl panna
1 uovo
50 g parmigiano grattugiato
sale e noce moscata
Per la pasta: 280 g farina 00, 140 g burro, 1 uovo, sale
+ eventuale maionese
Una cosa buonissima per la domenica. Questa domenica che é s. Cristina.
Fare la pasta mescolando (con il robot) farina, burro, uovo e sale. Fare la "palla" e conservarla in frigo. Passare al mixer gli altri ingrediential abbondando, direi, con la noce moscata. Tirare la pasta (farlo tra due fogli di pellicola che faciliterà il lavoro) e foderare con una metà abbondante uno stampo già rivestito di carta forno. Riempire con l'impasto di prosciutto e ricoprire con la pasta restante, sigillando i bordi. Infornare a 180°-200° per 40-50 minuti.
Importante: fare il "camino" e usare una teglia da 15 x 20 cm. Altrimenti ci sono problemi con la pasta...
giovedì 21 luglio 2011
Peperoni profumati con uova sode e mousse di tonno
Ingredienti per 4 persone:
2 grossi peperoni
3 piccole scatolette di tonno + 1 cucchiaio di senape, il succo di mezzo limone e 10 capperi
3 uova sode
una manciatina di capperi
alloro, aglio, maggiorana
olio, aceto, vino bianco, sale
Mettere in una teglia presentabile in tavola i peperoni tagliati a falde e conditi con olio e aceto, acqua e vino bianco (uguali dosi, non eccessive), gli odori e il sale. Infornare a 150° per 40 minuti o tanto quanto basta a cuocerli. Passare al mixer il tonno e i capperi. Condire con il limone e la senape. Mettere in freezer e dopo una mezz'ora formare delle quenelle. Raffreddati i peperoni, disporre nella teglia le uova sode a metà, le quenelle e cospargere di capperi. Volevo aggiungere mozzarelline e farne davvero un piatto unico. Però, ci ho ripensato e credo di avere fatto bene. Le quenelle non mi sono venute perfette ma fa niente... L'amico ospite ha gradito molto il piatto. Il mio maritino ha assaggiato con la diffidenza di un gatto ma non ha disprezzato i miei peperoni profumati. Grande risultato. Insalata e frutta hanno completato il menu di ieri sera.
martedì 19 luglio 2011
Sgabei, testaroli e panigacci: siamo in Lunigiana
Durante una breve vacanza in Lunigiana ho incontrato gli sgabei. Non li avevo mai sentiti dire: sono come gli gnocchi fritti vicini di casa della zona che é un po' ligure, un po' toscana, un po' emiliana.
Ben più noti i testaroli, un primo tradizionalissimo di Pontremoli e dintorni. Sono delle specie di crepe fatte con sola farina, acqua e sale che poi si tagliano a losanghe e si fanno "rinvenire" in acqua caldissima ma non bollente. Quindi, si condiscono con pesto o solo olio e formaggio.
E poi ecco i panigacci. Nella foto i "testi", cioé delle forme di terracotta su cui i panigacci si devono cuocere. Anche se la paternità è di Podenzana, vicino ad Aulla, somigliano in tutto e per tutto alle piadine romagnole.![]()
La differenza é la cottura. L'impasto si mette tra un testo e l'altro (prima arroventati, anche in forno) per pochi minuti e sono pronti. Altra differenza é che si mangiano caldi e non freddi come le piadine. Sempre però con salumi o formaggio molle.
Ben più noti i testaroli, un primo tradizionalissimo di Pontremoli e dintorni. Sono delle specie di crepe fatte con sola farina, acqua e sale che poi si tagliano a losanghe e si fanno "rinvenire" in acqua caldissima ma non bollente. Quindi, si condiscono con pesto o solo olio e formaggio.
E poi ecco i panigacci. Nella foto i "testi", cioé delle forme di terracotta su cui i panigacci si devono cuocere. Anche se la paternità è di Podenzana, vicino ad Aulla, somigliano in tutto e per tutto alle piadine romagnole.
La differenza é la cottura. L'impasto si mette tra un testo e l'altro (prima arroventati, anche in forno) per pochi minuti e sono pronti. Altra differenza é che si mangiano caldi e non freddi come le piadine. Sempre però con salumi o formaggio molle.
Iscriviti a:
Post (Atom)